Il giovedì spariscono

scritto da R. E. Harlow
Scritto 19 ore fa • Pubblicato 9 ore fa • Revisionato 9 ore fa
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Autore del testo R. E. Harlow

Testo: Il giovedì spariscono
di R. E. Harlow

Ci sono amici
che ti cercano
quando la sera pesa anche a loro,
quando serve un tavolo,
una macchina,
qualcuno che dica:

va bene,
ci penso io.

Tu li cerchi
per stare insieme,
per non lasciare il weekend
a spegnersi sul divano,
con il telefono freddo nel palmo
e lo schermo che illumina
una stanza senza voci.

A volte sembra quasi
di chiedere la carità.

“Fai tu.”
“Prenota tu.”
“Decidi tu dove mangiare.”

E tu fai.

Scrivi.
Proponi.
Cerchi un posto.
Tieni acceso il gruppo
come si tiene accesa
una candela piccola
in una casa dove nessuno risponde.

Poi arriva il giovedì.

Le risposte si accorciano.
Le spunte restano ferme.
Qualcuno visualizza.
Qualcuno sparisce.
Qualcuno torna muto
dietro la sua foto profilo.

Fuori passano macchine,
si sente una risata lontana,
il frigo ronza in cucina,
e tu guardi ancora lo schermo
come se da lì
dovesse arrivare qualcuno.

Come se tutti avessero paura
di una frase semplice:

“Chi esce questo weekend?”

E il lunedì ricompaiono,
leggeri,
normali,
con gli stessi nomi,
gli stessi messaggi,
lo stesso modo tranquillo
di fare finta
che il silenzio non abbia fatto rumore.

Dicono che ti rispettano.
Forse è vero.

Dicono che ti vogliono bene.
Forse anche questo è vero.

Ma certi bene
sembrano sedie occupate solo quando serve,
certi rispetti
arrivano senza mai alzarsi.

E allora ti stanchi.

Non della compagnia.
Non delle risate.
Non della voglia di uscire.

Ti stanchi
di essere sempre tu
la mano che bussa,
il messaggio inviato,
la prenotazione fatta,
il nome che prova ancora
mentre gli altri restano al caldo
della loro assenza.

Anche chi vuole bene
finisce le energie.

Anche chi cerca tutti
prima o poi
smette di cercare.

E passi il sabato sera
avanti e indietro sul balcone,
una sigaretta tra le dita,
una birra appoggiata accanto,
a guardare il cielo,
le finestre accese degli altri,
qualcuno che passa sotto casa
come se sapesse dove andare.

E tra una boccata e l’altra
ti torna in mente quando bastava il lunedì
per iniziare a parlare del sabato.

Un messaggio.
Una battuta.
Un posto deciso male,
ma deciso insieme.

Allora il weekend
cominciava prima di arrivare.

Adesso arriva il giovedì
e tutti sembrano già lontani.

Lo sai,
si cresce.

Le vite cambiano strada.
Arrivano lavori, stanchezze, amori,
cose da pagare,
cose da salvare,
giorni in cui anche rispondere
sembra troppo.

Ma così?

E resta questa domanda,
seduta accanto a te
nella luce blu dello schermo,
nel rumore basso della casa,
nel cappotto rimasto appeso
per un’uscita mai nata:

siamo nati per cercarci
o per sparire
appena qualcuno
ci chiede di esserci?

Il giovedì spariscono testo di R. E. Harlow
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